Natura e Cultura
A chi viene trovarci offriamo la possibilità di effettuare gite in barca con motore a propulsione elettrica (l’unica consentita al lago di Bracciano) per scoprire il “lago nascosto", curiosità naturalistiche e geologiche di questo splendido bacino vulcanico. Scopriremo, insieme a Umberto Pessolano, divulgatore scientifico direttore del Polo scientifico-museale del Museo del Fiume di Nazzano, quella natura che spesso apprezziamo solo parzialmente. Dalla natura geologica, all’intervento dell’uomo, dall’antichità fino ai giorni nostri, navigheremo e toccheremo con mano la natura “nascosta" del lago. Lo faremo in maniera coinvolgente, interattiva e giocosa, allo scopo di acquisire quella consapevolezza del rapporto tra uomo e natura che dovrebbe accompagnarci in ogni nostra gita “fuori porta". Le attività di didattica ambientale si possono abbinare ad una gita in barca a vela per adulti e ragazzi con sosta presso la spiaggia privata del Poggio delle Ginestre (Trevignano) e soste per il pranzo al sacco in altre località irraggiungibili via terra. Info: 3356880515
Una brevissima analisi sociologica
Nelle immediate vicinanze del centro storico di Trevignano, in località "Porticciolo", o sulle pendici del Monte Rocca Romana alle sue spalle, si possono gustare paesaggi naturali ed umani dove regnano ancora il ritmo di un tempo e il gusto delle cose semplici; come quelle che assaporano tutti i giorni i pescatori Luciano e Francesco. Pur dando un'immagine tranquillizzante , il lago, nel corso del loro duro lavoro quotidiano a contatto alle volte può trasformarsi anche in uno specchio d'acqua piuttosto agitato e sferzato da raffiche di vento improvvise. La pesca rappresenta una delle principali attività artigianali sopravissute all'avvento della società post-industriale che privilegia le attività legate al tempo libero e al benessere psico-fisico. Per questo motivo a Trevignano Romano troverete un ristorante ogni 50 mt. ! peraltro poco affollati nei giorni feriali. Allo stesso tempo la cittadina lacustre è l'esempio vivente della globalizzazione e se si ascoltano attentamente le lingue parlate lungo le stradine, o soprattutto drizzando l'orecchio durante una passeggiata lungo il bellissimo lungolago, si possono individuare idiomi nordici (inglese, tedesco, olandese e polacco) e soprattutto balcanici (Rumeno e in parte albanese). Nel primo caso si tratta di cittadini dell'UE in pensione che hanno trovato una loro dimensione di vita proprio in questo territorio, reso ancora più vivibile dal vantaggio competitivo da un reddito proveniente da paesi più ricchi del nostro; nell'altro caso, invece, siamo nel pieno della grande trasformazione del mercato del lavoro europeo dopo la caduta del muro. E' cosi che nel giro di pochi anni le attività manuali più faticose e maggiormente snobbate dagli "indigeni" sono state affidate alla voglia di fare e alla progettualità di interi nuclei rumeni e in parte russi e albanesi tanto che queste comunità stanno battendo tutti i record di natalità nell'area del lago di Bracciano. Essendo l'attività edilizia quella più in sviluppata tra le attività imprenditoriali ciò rivela anche il rovescio della medaglia dello sviluppo economico e sociale di Trevignano Romano ovvero la speculazione edilizia e di conseguenza la svendita del territorio in nome del dio "mattone" che oggi ha spinto le quotazioni al metro-quadro, tra il 2001 e il 2008 fino ai 3mila euro, anche più. Se questa tendenza proseguirà l'intero lago di Bracciano tra una ventina d'anni si sarà collegato senza soluzione di continuità al centro urbano di Roma diventando un'oasi felice, in parte ancora verde ma oramai pienamente urbanizzata. La crisi economica della fine del primo decennio del 2000 forse frenerà questo sviluppo cementizio che ha già deturpato gravemente la collina adiacente il centro storico del paese ma a questo punto si pone il problema di come convertire un'industria artigianale locale legata a questo settore ormai da un'ondata di sviluppo che non ha conosciuto soste a partire dagli anni '70. Il problema non è solo dello stravolgimento del territorio, peraltro area protetta e prezioso bacino idrico per Roma che capta milioni di metri cubi d'acqua nei periodi di secca, ma soprattutto del tessuto sociale. Una buona percentuale di abitazioni è infatti abitata pochi messi l'anno oppure nei week end, rendendo vuota di senso l'intera comunità. Allo stesso tempo coloro che vi risiedono, spesso sono pendolari che purtroppo non godono di collegamenti col servizio pubblico agevoli, anzi si può dire che servizio pubblico in pratica non esiste se non per 1 o 2 pullman la mattina ed il tardo pomeriggio. Quindi il destino è anche qui quello del paese dormitorio. La soluzione sarebbe quella dell'incentivazione del telelavoro tra i Trevignanesi pendolari che svolgono lavori di concetto in un qualche ufficio a Roma, magari entrando massicciamente nel nuovo standard di comunicazione denominato Wi-Max, in un abbassamento degli affitti che incentivi l'annualità piuttosto che la stagionalità ed ovviamente un collegamento sul modello della navetta "circumlacuale" che colleghi Trevignano a Bracciano ed Anguillara in modo agevole e moderno. Ci sarebbe poi un ampio discorso da sviluppare sul tema dello sviluppo sostenibile con il recupero dei vigneti, delle produzioni di qualità, dell'industria ittica, ecc., insomma un filone di sviluppo economico sostenibile alternativo ancora una volta alla cementificazione e al concetto di reddito come "rendita".